Radioascolto: le info di ottobre 2026
News da FEBC International
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Onde Corte addio! La FEBC International vende tutti suoi trasmettitori.
C'è una data che gli appassionati di radioascolto in tutto il mondo si sono segnati sul calendario: marzo 2027. È il mese in cui, salvo ripensamenti, dalle Filippine smetterà di trasmettere la FEBC, acronimo di Far East Broadcasting Company, una delle voci più longeve dell'etere asiatico.
Un po' di storia
La storia dell'emittente ha inizio nel dicembre del 1945. La guerra è finita da pochi mesi. A Los Angeles tre uomini fondano una società di radiodiffusione con un capitale iniziale di 1.000 dollari e un obiettivo preciso: portare un messaggio religioso in Estremo Oriente e, soprattutto, in Cina.
Il piano originale prevedeva una stazione a Shanghai. Ma la Cina chiude le porte ai missionari stranieri e il progetto cambia rotta: nel settembre del 1946 arriva una concessione radiofonica nelle Filippine, con licenza per due stazioni da 10.000 Watt, una in onde medie e una in onde corte. Il 4 giugno 1948, alle 6 del pomeriggio, un trasmettitore da 1.000 Watt va in onda per la prima volta dalla capitale Manila.
Ma il salto vero arriva l'anno successivo. Il 29 luglio 1949 viene installato un trasmettitore da 10.000 Watt che durante la Seconda Guerra Mondiale era stato chiamato "Voce della Libertà". Da quel momento partono i programmi verso la Cina, verso la Russia ed il sud-est dell'Asia. Nasce così l'idea che accompagnerà questa emittente per decenni: le onde corte come strumento per attraversare confini che nessuna persona può attraversare.
Nel 1958 gli impianti si spostano a Bocaue, nella provincia di Bulacan. Più tardi ne arriva un secondo a Iba, nella provincia di Zambales. Negli stessi anni comincia anche la distribuzione di apparecchi radiofonici pre-sintonizzati che vengono regalati alle persone meno abbienti; vennero chiamati "missionari portatili".
Il sito di Bocaue viene ricostruito da capo tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000: nuovi trasmettitori, nuove antenne, quattro grandi antenne a cortina orientate verso Cina, Myanmar, Sud-Est asiatico e Indonesia. L'edificio dei trasmettitori sorge a quasi un chilometro dalle antenne, che si trovano in mezzo a un'area di vivai ittici, e l'intero complesso è progettato per resistere ai tifoni, tutto sovradimensionato, pesante, ancorato. Il grande programma di ammodernamento si conclude nel 2005 e ancora oggi sostiene trasmissioni in oltre 40 lingue asiatiche. Nel frattempo, a terra, cresce anche una rete nazionale.
Attualmente sono 13 le stazioni in onde medie ed FM che trasmettono in 29 lingue e dialetti locali in 15 regioni delle Filippine.
Oggi
E arriviamo all'agosto di quest'anno. Una comunicazione dell'ufficio tecnico annuncia che gli impianti di Bocaue ed Iba chiuderanno nel marzo del 2027. Nella stessa nota vengono messi in vendita i trasmettitori, i ricambi, i monitor di modulazione e i processori audio. Attenzione: si tratta di un annuncio tecnico circolato negli ambienti degli operatori del settore, non di un comunicato ufficiale rivolto al pubblico. Sul destino dei programmi, al momento, non ci sono dichiarazioni formali.
Ma la logica di fondo non è nuova. Quando nel 2011 la stessa organizzazione chiuse il proprio impianto a Saipan, la spiegazione fu che due anni e mezzo di studio sulle tendenze tecnologiche e sulle abitudini di ascolto indicavano di spegnere lì e proseguire altrove. Si citavano i 450 milioni di utenti internet in Cina e la diffusione ormai capillare degli smartphone, anche nelle campagne. 15 anni dopo, lo stesso ragionamento sembra essere arrivato all'ultimo grande centro asiatico.
Resta però il paradosso che rende questa storia interessante: le stazioni in onde corte sono costose da mantenere, ma hanno una portata enorme e un segnale difficile da bloccare. Le risposte degli ascoltatori arrivano dalle montagne della Cina, dalla Cambogia, dalla Thailandia, dal Laos, dal Vietnam, e anche dall'Europa. Il digitale ha sostituito quasi tutto, non ha ancora sostituito però la capacità di un'onda radio di arrivare dove la rete è assente, filtrata o semplicemente spenta. Se davvero nel marzo 2027 i trasmettitori di Bocaue ed Iba resteranno in silenzio, non sarà solo la fine di un impianto. Sarà la chiusura di un capitolo cominciato nel 1948 con un inno religioso cantato al microfono e durato quasi 80 anni. Le antenne, in mezzo ai vivai delle Filippine, continueranno a stare in piedi, almeno finché qualcuno non deciderà anche di smontarle.
Fonti:
https://www.febc.org/
DX Fanzine n° 157
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Angelo Brunero IK1QLD - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


